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Anniversario dell'adozione dello Statuto dell ... (Radicali.it)
Questa mattina, in occasione del nono anniversario dell'adozione dello Statuto della Corte Penale Internazionale,è stata presentata dai deputati radicali della Rosa nel Pugno, primo firmatario Sergio D'Elia, una interrogazione al Presidente del Consiglio, al Ministro per gli affari esteri e al Ministro della giustizia perché rispondano sui motivi per i quali l'Italia non ha ancora provveduto ad adeguare la propria legislazione allo Statuto della Corte. Questa grave mancanza mette di fatto l'Italia nell'impossibilità di cooperare con la Corte dell'Aja, Se sul nostro territorio infatti, si trovasse una persona indagata per crimini contro l'umanità e la Corte ne chiedesse l'arresto, il giudice italianonon avrebbe alcuno strumento normativo per riconoscere ed eseguire il mandato d'arresto. Dichiarazione di Sergio D'Elia: L'Italia ha ospitato la Conferenza Diplomatica dell'ONU che ha adottato questo documento nel 1998 e un anno dopo lo ha ratificato, assumendo l'impegno di adeguare in tempi brevila propria legge interna. In otto anni siamo ancora in difetto, nonostante siano state istituite quattro commissioni ministeriali incaricate di studiare un disegno di legge per l'adeguamento. Nel frattempo la Corte ha già avviato indagini e spiccato mandati di cattura nei confronti di sospettati di crimini gravissimi come genocidio e crimini contro l'umanità: corriamo il serio rischio di rendere il nostro paese meta priviligiata di sospetti criminali di guerra. Mi pare che dopo otto anni sia il giunto il momento di esercitare la pressione politica che evidentemente è necessaria per giungere alla definizione di un disegno di legge adeguato. Testo dell'interrogazione: INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per gli affari esteri e al Ministro per la giustizia Per sapere - Premesso che: il 17 luglio 2007 è caduto il nono anniversario dell'adozione dello Statuto della Corte Penale Internazionale su genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità; l'Italia si candidò ad ospitare la Conferenza diplomatica dei plenipotenziari ONU convocati per definire lo Statuto della Corte, che è poi stato adottato a Roma il 17 luglio 1998 con 120 voti a favore e solo 7 contrari; l'Italia ha svolto un ruolo politico di altissimo profilo, sia dal punto di vista diplomatico che da quello giuridico, contribuendo alla definizione dello statuto attraverso l'esperienza di eminenti giuristi nonché alla definizione degli Elementi dei Crimini,che hanno la funzione di specificare l'ambito di interpretazione e applicazione dello Statuto; lo Statuto di Roma è uno dei testi più avanzati nell'ambito della giustizia penale internazionale, poiché incorpora tutte le garanzie del giusto processo, dei diritti fondamentali delle vittime e degliaccusati, di umanizzazione delle pene, escludendo l'applicabilità della pena di morte; lo Statuto della Corte è entrato in vigore il 1 luglio 2002, dopo avere raggiunto le 60 ratifiche necessarie: ad oggi sono 104 i paesi che lo hanno ratificato e la Corte ha già dato inizio alle primeinvestigazioni e incriminazioni relative ai casi della Repubblica Democratica del Congo, del nord dell'Uganda, nel Darfur in Sudan; il nostro Paese ha firmato lo Statuto della Corte il 18 luglio 1998 e un anno dopo il Parlamento ha approvato la legge di autorizzazione alla ratifica, contenente anche l'ordine diesecuzione, attraverso una legge delega al Governo per adottare prontamente le norme di attuazione; ben quattro commissioni ministeriali sono state istituite con lo scopo di adeguare la legislazione interna allo Statuto di Roma: Commissione Pranzetti (1998, Ministero degli Affari Esteri, che hacompletato il lavoro nel 2001), Commissione La Greca-Lattanzi (1999, Ministero della Giustizia, che ha completato il lavoro elaborando un disegno di legge-delega a fine 2001), Commissione Conforti (2002, Ministero della Giustizia, che ha concluso i propri lavori nel 2003 con due progetti di legge mai resi pubblici), Commissione Scandurra (2002, Ministero della Difesa, che ha concluso i propri lavori con un altro progetto di legge-delega, approvato dal Senato il 18 novembre 2004(Atto Senato n. 2493 della XIV Legislatura)e che attualmente giace alla Camera (Atto Camera n. 5433); oltre alle quattro commissioni ministeriali, sono state prese diverse iniziative parlamentari per l'adeguamento della legislazione interna allo Statuto di Roma (Atto Camera n.2724, On. Kessler e altri, XIV legislatura; Atto Senato n. 1638, Sen. Iovene e altri; Atto Senato n. 893, Sen. Pianetta, XV Legislatura; Atto Senato n. 1089, Sen. Martone e altri); tuttavia, a otto anni dalla ratifica, l'Italia non è ancora riuscita ad adottare la legge di attuazione dello Statuto della Corte, necessaria affinché i tribunali nazionali possano investigare e perseguire i crimini previsti nello Statuto e affinché le autoritàitaliane possano cooperare con la Corte nelle sue indagini e azioni giudiziarie; se l'Italia non procederà all'adeguamento legislativo interno, i tribunali italiani non potranno applicare le disposizioni dello Statuto e il nostro paese non potrà quindi cooperare con la Corte. Questo significa chese sul nostro territorio si trovasse una persona indagata per crimini contro l'umanità e la Corte ne chiedesse l'arresto, il giudice italiano non avrebbe alcuno strumento normativo per riconoscere ed eseguire il mandato d'arresto. L'Italia potrebbe quindi, tra l'altro, divenire meta privilegiata di sospetti criminali di guerra. Per sapere: - le ragioni per le quali non si dia seguito al lavoro intrapreso in sede ministeriale durante le scorse legislature, sostenuto, tra l'altro da iniziative legislative presentate nella corrente legislatura; -quali iniziative di loro competenza intendanointraprendere al fine dell'adattamento dell'ordinamento giuridico italiano allo Statuto della Corte penale internazionale.